FutaBlog, il blog di Christian Fusi

Cyber diritti

Il clima che si respira da un po' di tempo in Internet non mi piace molto. In gioco ci sono libertà, diritti e leggi. Senza parlare di quello che avviene in America, basta vedere da noi cosa è accaduto negli ultimi mesi: leggi che costringerebbero i provider a salvare i dati delle nostre navigazioni, chiusura di siti che "linkano" (non ospitano) materiale condiviso sulle reti p2p, approvazione della legge UE sulla proprietà intellettuale (ma non contro il P2P) e il recente Decreto Urabani. Da sfondo a tutto ciò, per creare il clima "adatto" a sostenere queste leggi, lo spettro del cyberterrorismo, le pressioni delle lobby e la campagna di criminalizzazione mediatica di Internet sempre tirato in ballo quando si parla di truffe, pedofilia, pirateria e reati di vario genere. Che dire, il momento è critico. Non so se pensare in positivo, come fanno alcuni, che l'ignoranza in materia internet di chi propone certe "assurdità" come leggi, andrà a scornarsi con l'evidenza dei fatti. Intanto su almeno un tema la questione è chiara: quasi nessuno percepisce la "pirateria domestica" (?) come un reato (tantomeno penale), le major sono "alla frutta" mentre il p2p rimane costante (anzi cresce) e poi, diciamocelo, chi pagherebbe la banda larga alle varie TelCo solo per leggersi la posta? E chi pagherebbe ai provider le strutture (che ancora non esistono e non son certo "fattibili" nell'immediato) per "controllare" il traffico dei loro utenti? Intanto io vi esorto a tenere gli occhi aperti e, per la vostra privacy, scaricate con Mute.
[Questo post non è certo un "editoriale", sono solo spunti su temi complessi. Troverete in rete tutto il materiale per documentarvi sui fatti, ad esempio nell'ottimo punto-informatico.it]

Pubblicato nella categoria cybercultura il 22.03.04

commenti Commenti lasciati (0):

AVVISO: dopo 5 giorni dalla pubblicazione del post non è più possibile commentarlo. Questo per limitare lo spam.