FutaBlog, il blog di Christian Fusi

Vi spiego: THE LONG TAIL

Cos'Ŕ?

Con questo nome, "Long tail" (Lunga Coda), si identifica una teoria che descrive un nuovo modo di fruizione dei contenuti emerso grazie al web, e quindi del relativo mercato. Il termine Ŕ stato coniato da Chris Anderson nell'ottobre 2004 in un articolo su Wired in cui si parlava dei cambiamenti prodotti in tutti quei mercati dotati di spazio e tempo di esposizione illimitato, come le vetrine virtuali di Amazon o Itunes.
Se prima anche per il web valeva la legge del 80/20 (detta di Pareto) per cui il 20% dei prodotti generÓ l'80% dei fatturati, ora questo Ŕ stato smentito. Il grafico ben mostra come da una alta concentrazione di prodotti in voga in cima alla curva di domanda, si va verso un vasto numero di nicchie nella coda. In parole povere, facendo un esempio, i pochi acquirenti di tutti quei singoli libri introvabili/di nicchia, messi per˛ tutti insieme, sono pi¨ numerosi dei tanti acquirenti dei pochi titoli famosi che riempono le vetrine (pi¨ o meno meritatamente). E poi, qualcosa di quasi introvabile o di "su misura", lo acquistano nonostante non sia venduto come "novitÓ" (magari scoperto solo ora, anni dopo l'uscita, grazie al passaparola) e sono pure disposti a pagare di pi¨.

PerchŔ se ne parla?

E' in atto una rivoluzione, grazie a bassi costi di produzione e di distribuzione dei contenuti si da ai consumatori la possibilitÓ di scegliere, veramente! Chi produce trova invece la possibilitÓ per farsi conoscere, sta poi a lui sfruttarla. Se aggiungiamo il concetto di time e place shifting, ovvero la "dislocazione" temporale e spaziale della fruizione di contenuti (ad esempio ascoltare il podcast di una trasmissione radio in treno il giorno dopo, o vedere una trasmissione tv in streaming da un altro paese) moltiplicano notevolmente le possibilitÓ e scardinano alcune convinzioni/modelli che nei vecchi mercati erano consolidate come l'audience, o interrompe quel circolo vizioso e "viziato" per cui la gente compra ci˛ che trova, per cui quello che trova Ŕ quello che vuole. Il limite del mercato era la scarsitÓ dei produttori, non dei consumatori.

Pubblicato nella categoria coseweb il 27.08.06

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